In Italia, il legame tra cittadini e tecnologia è ormai solido, ma non ancora del tutto sereno. La popolazione sperimenta nuovi strumenti, li esplora, li adotta, ma spesso lo fa senza una piena comprensione del loro impatto.
È quanto emerge dal Rapporto Italia 2025 curato da Eurispes, che fotografa un Paese dove la transizione digitale è avviata, ma frammentata.
Intelligenza artificiale: chi ne subisce il fascino e chi nutre dei sospetti
La maggioranza degli italiani (circa il 58%) dichiara di non aver mai utilizzato sistemi di intelligenza artificiale. Chi li usa lo fa soprattutto per curiosità (62,7%), svago (55,7%) o per necessità legate al lavoro (48,4%) e allo studio (39,2%). Solo una minoranza percepisce l’IA in termini nettamente positivi: appena il 20,5% la considera un’opportunità e solo il 7,2% la vede come una soluzione a molte problematiche.
All’opposto, cresce il fronte critico: il 19,1% invoca una regolamentazione globale, mentre un 32,6% la ritiene potenzialmente pericolosa o problematica per il futuro dell’umanità. Ancora alta (20,6%) la quota di chi non ha maturato un’opinione precisa. Particolarmente bassa l’accettazione dell’IA in settori legati alla creatività, all’insegnamento e alla scrittura.
Social media superstar: solo il 7,9% non li utilizza
Solo il 7,9% degli italiani afferma di non utilizzare i social network. Il 46,6% li percepisce come una distrazione, mentre per altri rappresentano uno spazio dove comunicare più liberamente (39,5%) o contrastare la solitudine (35,4%).
Non mancano effetti collaterali: il 29,2% prova nervosismo quando non può connettersi e il 35,3% avverte una distanza dal “mondo reale”.
Influencer, l’impatto si fa sentire solo sui più giovani
Il potere degli influencer è più forte tra i giovani, ma resta limitato nella popolazione generale: circa il 29% ha scelto un ristorante o un prodotto seguendo un loro consiglio, mentre solo il 6,8% li cita come fonte di ispirazione nelle proprie opinioni.
Più influenti risultano i protagonisti del mondo culturale (23,5%) e i giornalisti (14,7%).