Donne al limite: tra caldo e carico mentale d’estate la routine è peggio

Luglio dovrebbe essere un tempo di pausa, ma per molte donne si trasforma in una versione più sudata della solita routine. Le scuole sono chiuse ma il lavoro corre lo stesso, e chi regge tutto è sempre lei.

“Siamo cresciute con l’idea che saper fare tutto insieme fosse un punto di forza ma più che multitasking siamo diventate specialiste nel resistere – spiega Alessandra Bitelli, coach e pedagogista .- Luglio invita a fermarci, ma spesso lo fa solo a parole. E se non cambiamo sguardo rischiamo di vivere la vacanza come un’ennesima prestazione da gestire”.
Il suggerimento è quindi quello di sostituire l’urgenza con la priorità.

Quando in vacanza cambia solo la location

Anche sotto l’ombrellone si può rispondere a mail, ascoltare lamentele, pianificare logistica. Il corpo è in spiaggia, ma la mente è altrove: casa, figli, lavoro, imprevisti. Quando manca una vera cesura, la vacanza diventa solo un trasloco di impegni, con lo zaino mentale sempre pieno.

“Una vera vacanza non si misura in chilometri percorsi – prosegue Bitelli – ma in pensieri che smetti di rincorrere. Se non ci concediamo uno spazio mentale senza doveri, cambiamo paesaggio ma restiamo prigioniere. Il luogo è solo il contenitore. La libertà vera comincia da dentro”.

Il mito del multitasking è finito

Per anni ci hanno detto che fare tutto insieme era performante, vincente. Poi abbiamo scoperto che era solo estenuante. Fare una cosa alla volta non è inefficienza, è lucidità. Secondo una ricerca il 64% delle donne tra 35 e 49 anni afferma di sentirsi più stanca in estate rispetto ai mesi lavorativi, a causa della gestione continua dei figli e dell’organizzazione domestica anche in vacanza.

“Il vero antidoto al multitasking non è la lista delle priorità, è il coraggio di lasciare indietro qualcosa. Fermarsi davvero significa riconoscere che non siamo al servizio dell’efficienza, ma della nostra energia. Il primo passo? Scegliere ogni giorno una cosa da non fare. “Perché a volte il vero potere sta nel sottrarre”, aggiunge Bitelli.

Cinque stop da rispettare

Piccoli segnali quotidiani, a volte trascurabili che rivelano un carico mentale più grande di quanto sembri. Sono i 5 stop da rispettare.

Il primo è quello di non fare il programma per tutti. Il tempo libero non ha bisogno di un’agenda. Lasciare dunque spazio all’improvvisazione.
Non dire ‘faccio io’ anche quando non serve: a volte si dice per anticipare la fatica di spiegare. Ma spiegare è educare. Lasciare quindi che anche gli altri imparino.
Non controllare le mail di lavoro con il costume bagnato: rispettare le pause, e se non è possibile almeno non fingere di essere in vacanza. 
Impara a dire di no senza aggiungere giustificazioni: se non ce la fai, non ce la fai.
Non pensare che un momento per te sia tempo rubato: non è così. Se non ti ricarichi, ti svuoti. E poi non resti per nessuno, nemmeno per te.

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