Dal 2023 Internet supera la televisione e diviene il principale mezzo di informazione degli italiani, tendenza confermata. Social media, motori di ricerca e siti web/app di quotidiani e periodici sono le principali porte di accesso all’informazione.
Solo il 13,3% degli italiani si informai tramite la radio, mentre i quotidiani in formato cartaceo proseguono nella dinamica di riduzione: nel 2024 li legge poco più del 17%.
In pratica, circa un quarto dei cittadini dichiara di informarsi tramite le versioni digitali dei mezzi editoriali tradizionali, sebbene la fiducia nei mezzi digitali sia minore rispetto ai media tradizionali. Circa il 30% nutre infatti bassa fiducia nelle notizie provenienti dai social o dalle piattaforme di condivisione video. Emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Agcom sul sistema dell’informazione.
Il fattore generazionale
Tra i più giovani è prevalente la propensione a utilizzare solo Internet per informarsi: in rete, la visione di video e l’ascolto di notizie si affianca alla tradizionale lettura di notizie.
Su tutti i mezzi di comunicazione il complesso dei programmi informativi trova un riscontro positivo da parte della popolazione, con i telegiornali che rappresentano un traino per l’audience.
Il 50,5% degli iscritti ad almeno un social network dichiara di venire a conoscenza di notizie e informazioni prima sui social che su altri mezzi di comunicazione.
Cliccare sul link di una notizia o mettere un like sono le azioni prevalentemente svolte (più del 40%). Meno frequenti i commenti alle notizie (16,9%) o discussioni in merito (6,1%). Al contrario, gli ultrasessantacinquenni commentano le notizie e partecipano più attivamente alle discussioni.
L’affidabilità dei mezzi di informazione
Il 65,6% della popolazione dichiara di avere un livello di fiducia moderata o alta in almeno un mezzo di informazione, un terzo alta.
Televisione, radio e carta stampata risultano le fonti informative in cui i cittadini ripongono maggiore fiducia, seguite dal passaparola (35%).
I giovani tra 14-24 anni mostrano una minore di fiducia nei confronti di almeno uno tra i mezzi di comunicazione. Con riferimento ai mezzi digitali, i più giovani e gli ultrasessantacinquenni (1 su 5) asseriscono di non aver alcuna fiducia nelle fonti informative online.
…e quella di chi diffonde le notizie
In relazione alla percezione sull’affidabilità nei confronti di chi produce e diffonde le notizie, le fonti editoriali come televisioni, radio e quotidiani, sono ritenute più affidabili rispetto a quelle generate da autori singoli, come influencer e blogger.
Il servizio pubblico televisivo è la fonte ritenuta ‘più’ affidabile dai cittadini, in particolare, dalle fasce più anziane della popolazione.
Gli influencer sono considerati affidabili dal 2,2% della popolazione, percentuale che sale solo al 4,6% per la fascia di età tra 14-24 anni. I più giovani, poi, reputano anche più affidabili le notizie rinvenute sui social media o le piattaforme di messaggistica.