Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Piazza Zona Libera 1944, n.28
33021 AMPEZZO UD
Tel. 0433-80050
Sezioni
Strumenti personali
« luglio 2017 »
luglio
lumamegivesado
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31
 

Sentiero naturalistico Tiziana Weiss

Azioni sul documento
Sei qui: Home - Turismo - Itinerari - Sentiero naturalistico Tiziana Weiss

Il sentiero dedicato a Tiziana Weiss, alpinista e naturalista triestina, tragicamente scomparsa nell’estate del 1978, nel corso di un’ascensione sulle Pale di San Martino, non è solo un itinerario escursionistico di primordine ma qualcosa di più. Il Tiziana Weiss rappresenta infatti anche un’ottima opportunità per iniziare a conoscere l’ambiente naturale delle Alpi Carniche. 

Percorrendo l’itinerario, muniti del libro-guida che lo descrive, si ha modo di scoprire aspetti dell’ambiente naturale che un comune escursionista difficilmente nota e riesce a mettere in correlazione tra loro. Soffermandosi di tanto in tanto lungo il cammino, e osservando l’ambiente circostante il sentiero, si può comprendere, per esempio, quale influenza hanno sulla vegetazione la quota, l’esposizione e la natura geologica del terreno o, ancora, quale sia l’origine dei diversi tipi di rocce che formano il massiccio del Monte Tinisa.
weiss2.jpgLungo il percorso, sono state individuare dodici “stazioni”, evidenziate mediante tabelle; in corrispondenza di ciascuna stazione è possibile approfondire ulteriormente temi specifici, riguardanti la geologia, la flora, la fauna o gli aspetti vegetazionali.

Il fascino del sentiero Tiziana Weiss è notevole, in ogni modo, anche per il visitatore più frettoloso e meno incline ad addentrarsi nelle dettagliate descrizioni del libro-guida.

 Le fitte foreste che si attraversano nella prima parte dell’itinerario, l’ameno pascolo di Casera Tintina e le praterie delle creste sommitali, dominate dal severo cupolone calcareo del M. Tinisa, sono elementi di un paesaggio di indubbio fascino. 

 

E anche i panorami non sono da meno, il sentiero percorre infatti, per un buon tratto, la cresta che fa da spartiacque tra la Valle Tagliamento e la Valle del Lumiei. Da un lato si possono distinguere le piatte creste delle Prealpi e i gruppi dolomitici del Cridola, dei Monfalconi e del Pramaggiore. Dall’altro lato si domina l’intera conca di Sàuris e si scorgono alcune delle principali cime delle Alpi Carniche (Dolomiti Pesarine, Creta Forata, Monti di Volaia, M. Cogliàns) che si profilano a Nord oltre i pascoli dei Monti di Sàuris.

Qui di seguito il sentiero è descritto seguendo l’ordine di numerazione delle stazioni di osservazione. Ovviamente è possibile percorrere l’anello in senso opposto, oppure limitarsi a percorrerne solo una parte.
Per la dettagliata descrizione degli aspetti naturalistici del sentiero, e delle dodici stazioni di osservazione, si rimanda al libro-guida di LIVIO SIROVICH e FABRIZIO MARTINI, Ambiente e cultura di una montagna carnica - Il Tinisa, Lint, Trieste 1993, che si può trovare in vendita al Rifugio Tita Piaz.

Difficoltà:   E.
Periodo consigliato: da metà giugno a fine ottobre.
Segnavia:  AI 215-233 e segnavia rotondo, bianco con all’interno una T azzurra.
Dislivello in salita: 600 m circa.


Itinerario
Dal rifugio Tita Piaz 1417 m si segue la rotabile che scende in direzione del Lago di Sàuris fino a un parcheggio con grande tabellone segnaletico, q. 1386 m (500 dal rifugio).
Da qui ha inizio sulla sinistra la strada forestale per Casera Tintina. Si percorre la strada forestale (chiusa al traffico; segnavia CAI 215) che si snoda tra un bel bosco di abete rosso, dapprima in leggera salita, poi quasi in piano, fino al canalone delle Ruvis di Tintina. Oltre il canalone la strada taglia, per un tratto, friabili strati di gesso. (stazione n. 1)

La strada prosegue ancora per un tratto pianeggiante, attraversa il canalone del Rio della Calcina (in corrispondenza del quale ha inizio il sentiero CAI 240 diretto alla Cima Est del M. Tinisa) e inizia poi a salire, attraverso un bosco misto dì faggio e abete e numerose schiarite dalla lussureggiante vegetazione.(stazione n. 2)

Al termine della salita si raggiunge il pascolo di Casera Tintina 1495 m, sovrastato a Sud dalle alte e repulsive pareti calcareo-dolomitiche del M. Tinisa (ore 0.40). (stazione n. 3) tintina.jpg

Si percorre ancora per un tratto la pista forestale e, al margine meridionale del pascolo, Si raggiunge un bivio posto nei pressi di una sorgente (tabelle). Si segue quindi a sinistra il segnavia CAI 233, tra alberi e arbusti prostrati dalle slavine invernali. Si possono facilmente individuare: una specie di salice (Salix appendiculata), il pino mugo (Pinus mugo), l’ontano verde (Alnus viridis), l’abete rosso (Picea abies), il larice (Larix decidua), un tipo di betulla (Betula verrucosa) e il sorbo degli uccellatori (Sorbus auduparia). Dopo un tratto piuttosto ripido il sentiero oltrepassa una piccola ondulazione del terreno (è la morena dell’ultimo ghiacciaio, ritiratosi circa 6000-8000 anni fa) e riprende poi a salire tra fitti mughi. (stazione n. 4)

Uscito dai mughi il sentiero rimonta, con strette svolte, il ripido pendio e, giunto sotto pareti rocciose, piega a sinistra per una specie di rampa detritico-erbosa. Dal termine della rampa una breve cengia esposta, attrezzata con fune metallica, permette di raggiungere il Malpasso di Tinisa 1960 m (ore 1.15; dalla forcella ha Inizio la via normale al M. Tinisa). (stazione n. 5)

 Il  Sentiero Tiziana Weiss si abbassa quindi sul versante meridionale, in leggera diagonale verso destra, lungo una dorsale detritica, e piega poi decisamente verso destra, dapprima per ghiaioni con grossi massi, poi attraverso un ripido pendio erboso (in questo tratto si raccomanda di prestare la massima attenzione: infatti, data la pendenza, uno scivolone potrebbe avere gravissime conseguenze). (stazione n. 6)

Al termine del lungo traverso si perviene alla Forcella del Fieno, l’intaglio di cresta posto a Est della Punta dell’Uccel. (stazione n.7).

weiss01.jpgIl  sentiero prosegue nei pressi della cresta; questa nel primo tratto è costituita da rocce calcaree ed è ricoperta da pino mugo mentre, nel tratto successivo, è formata da rocce di origine vulcanica. Da questo punto è possibile scorgere, verso Sud, un minuscolo laghetto in cui vivono i tritoni (Triturus alpestris). (stazione n. 8)

La cresta culmina con la Punta dell’Uccel 1983 m, evidenziata da un segnacime che permette di riconoscere i monti che fanno da corona al vasto panorama (ore 0.30). (stazione n. 9  n. 10)

Dopo la sosta d’obbligo in vetta si inizia la discesa, in direzione della Forca di Montôf. Si segue la cresta, dapprima pianeggiante e ricoperta da cespugli di ontano e da piccoli larici, fra cui fiorisce a luglio la genziana punteggiata (Gentiana punctata).
La cresta si fa poi più ripida e accidentata. Si supera un breve salto roccioso, facilitato da una catena, e si prosegue poi nei pressi della cresta, ora detritica e ricoperta da zolle erbose discontinue, fino alla Forca di Montôf 1820 m (ore 0.20; a Nord della cresta si eleva il caratteristico e bizzarro gendarme roccioso detto Uccel di Tinisa. (stazione n. 11)

Dalla sella il sentiero CAI 233 scende verso Nord, sulla sinistra della valletta del Rio Tintina, dapprima tra le alte erbe di un pascolo abbandonato, poi tra gli ontani, e si porta sulla dorsale del Monte Cavallo di Cervia (dalla Forca di Montôf è anche possibile scendere più rapidamente a Casera Tintina seguendo il sentiero CAI 215, che si tiene sulla destra della valletta del Rio Tintina).

Si percorre quindi l’ampio crestone, tra un rado e luminoso bosco con alti larici e abeti, che donano al luogo l’aspetto di un suggestivo giardino. Raggiunta un’ampia insellatura il sentiero scende sulla destra della cresta, con numerose svolte fino a raggiungere l’alveo sassoso del Rio Tintina. 

Attraversato il rio, ci si raccorda al segnavia CAI 215 e, per una pista forestale, ci si riporta in breve a Casera Tintina (ore 0.30).

Seguendo a ritroso la strada forestale percorsa all’andata, si ritorna infine alla rotabile del Passo del Pura (ore 0.40; ore 3.40-4).