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Piazza Zona Libera 1944, n.28
33021 AMPEZZO UD
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La Giunta di Governo della Zona Libera

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La costituzione della Giunta

Verso la metà di agosto del 1944, giunsero in Carnia alcune personalità politiche di primo piano della Resistenza friulana, quali don Aldo Moretti della Democrazia Cristiana, Manlio Gardi del Partito Liberale, Gino Beltrame del Partito Comunista, Nino Del Bianco del Partito d’Azione. Dagli incontri, poi, con antifascisti locali quali Armando Zagolin, Luigi Nigris, Giovanni Pellizzari, Aldo Fabian, Giovanni Cleva, Benedetto Plozner ed altri, e con i comandanti delle formazioni garibaldine ed osovane, Mario Lizzero e Romano Marchetti, scaturì l’accordo sulla necessità di costituire un Governo della Zona Libera della Carnia e del Friuli, cioè un Governo unico di tutta la zona liberata.

foto del Palazzo Civico sede del GovernoEsso fu costituito ad Ampezzo il 26 settembre del ’44, nella sede del palazzo civico nella piazza oggi intitolata Piazza Zona Libera 1944. Ne facevano parte i rappresentanti dei partiti antifascisti, delle formazioni partigiane e delle organizzazioni di massa, cioè i Gruppi di Difesa della donna, il Fronte della gioventù e i Comitati dei contadini.
Aveva così inizio un’esperienza di alto valore politico e civile che non ebbe eguali in alcuna delle repubbliche partigiane sorte in altre zone d’Italia nella primavera-estate del ‘44 e che ebbe il carattere peculiare di un’esperienza di autogoverno caratterizzata da autonomia di decisione, dalla facoltà di legiferare e di operare autonomamente, senza interferenze da parte dei comandi partigiani.
Fu un’esperienza breve - durò infatti dal 26 settembre al 10 ottobre, giorno in cui il grande rastrellamento scatenato da nazisti, fascisti e cosacchi ne impedì il funzionamento - ma di grande significato per l’intensa azione di riorganizzazione civile che fu proposta.

Scrive lo storico della Resistenza Roberto Battaglia: “il Governo libero della Carnia si delineò come un effettivo potere sorto dal basso. Fu il coronamento legale dell’impetuosa offensiva estiva dei partigiani Jriuiani. .“

Non va dimenticato che l’azione di governo della Giunta della Zona Libera fu svolta in una zona annessa al 3° Reich, strategicamente essenziale per le comunicazioni ed i trasporti da e per la Germania, assegnata infine alle orde disperate dei cosacchi.

In quelle condizioni difficili si svilupparono concetti di democrazia che sembravano ormai dimenticati dopo venti anni di dittatura, e quelle esperienze anticiparono principi che furono poi ripresi nella Costituzione dell’Italia repubblicana.

L’articolazione della Giunta

La Giunta di Governo della Zona Libera, nell’arco della sua breve esperienza, creò un’articolazione adatta a rispondere alle necessità che si dovevano affrontare. Dapprima vennero creati gli Ispettorati: di polizia, dell’istruzione, delle foreste, della giustizia, degli interni e delle finanze. Gli Ispettori avevano il compito di vigilare sulle misure prese nei vari settori di loro competenza.
Poi furono costituite Commissioni che avevano il compito di fornire alla Giunta indicazioni sulle questioni da affrontare. In tale senso operarono la Commissione per l’alimentazione, la Commissione per i prezzi, la Commissione per l’epurazione.
Infine vennero create le figure dei Sovrintendenti che dovevano occuparsi di singoli problemi come quello della distribuzione della carne, dei lavori pubblici da attuare, delle misure sanitarie ecc.
Con questo insieme di organismi che nascevano dalla necessità di risolvere problemi concreti e vitali per la popolazione, la Giunta di governo affrontò questioni importanti e deliberò una serie di provvedimenti rimasti unici in tutto il complesso delle repubbliche partigiane italiane.


I più importanti decreti della Giunta

La scuola

Un primo provvedimento fu costituito dal decreto sulla riapertura delle scuole elementari, prevista per il 10 ottobre. Venne nominato un ispettore incaricato della revisione del materiale scolastico (cioè dei libri di testo) e dell’eventuale sostituzione di quei maestri che si erano troppo gravemente compromessi con il fascismo. Per quanto riguardava il manuale scolastico, data l’impossibilità concreta di stamparne uno nuovo, i giovani del Fronte della Gioventù, ovviamente i più interessati ai problemi della scuola, suggerivano l’adozione provvisoria del libro “Cuore” di De Amicis.
L’indicazione non era così ingenua come può oggi apparire: dopo un ventennio di esaltazione della forza e di educazione allo spirito guerriero fra i giovani (si ricordi il motto di Mussolini “libro e moschetto fascista perfetto”) il libro di De Amicis diventava un testo di tutto rispetto ed apprezzabile per il richiamo ai buoni e semplici sentimenti.

Il problema dei viveri

Esso aveva dimensioni drammatiche, soprattutto per il blocco dei rifornimenti della Zona Libera operato dai nazifascisti. Fu nominata una Commissione di tre membri che, con l’appoggio determinante dei Gruppi di Difesa della Donna, stabilì i modi per l’approvvigionamento: furono reperite donne volontarie disposte a scendere in pianura e a trasportare il grano. Le donne, che diedero un contributo eccezionale per coraggio e abnegazione, scendevano a gruppi di 20 30 (ma ce ne furono anche 150 al giorno) fino a Meduno, ultimo paese della Zona Libera. Qui il servizio di intendenza le portava in pianura ai centri di raccolta del grano, che l’Intendenza stessa aveva impedito che fosse consegnato agli ammassi fascisti.
Ognuna caricava nelle gerle cinquanta chilogrammi di grano e faceva di notte ritorno a Meduno. Qui il grano veniva caricato sui carri o camions e portato all’interno della Zona Libera.
In questo modo furono trasportati e consegnati alle famiglie della Carnia ben 5.000 quintali di grano in 15 giorni.

La riforma tributaria

La Giunta di Governo elaborò un decreto di carattere finanziario con il quale vennero abolite tutte le imposte e le tasse esistenti e venne fissata un’imposta straordinaria sul patrimonio, la cui consistenza doveva essere accertata dalle Giunte popolari comunali. L’imposta era progressiva e partiva dal 2% per i patrimoni di 200.000 lire per giungere all’8% per quelli di un milione.

La giustizia

Fu decretata l’istituzione del Tribunale del popolo, che doveva giudicare tutti i reati che non avevano carattere politico o militare, cioè i reati comuni. Il Tribunale del popolo era composto da un presidente e da cinque giudici popolari scelti dalle Giunte comunali. La difesa era sostenuta da una persona scelta dall’imputato.
L’importanza del decreto sulla giustizia risiedeva soprattutto in due princìpi fondamentali: il principio della gratuità della giustizia e l’abolizione della pena di morte per tutti i reati comuni.

Il problema dei prezzi

Un altro decreto approvato dalla Giunta fu quello sul prezzo dei generi alimentari di prima necessità. Venne costituita una Commissione formata da operai e contadini, alla quale fu affidato il compito di fare un censimento dei generi alimentari esistenti nella zona e di fissare i prezzi di alcuni prodotti fondamentali.

La salvaguardia del patrimonio forestale

Lo stato in cui si trovava il patrimonio boschivo della Carnia era molto grave, per i danni provocati dalla guerra e per le devastazioni incontrollate operate ad uso dei tedeschi.
La Giunta decretò la proibizione del taglio degli alberi, tranne che per il normale uso di legna da ardere per le famiglie, e fu progettata l’istituzione di un corpo di guardie forestali.

L ‘istituzione della polizia municipale

Un’altra disposizione fu quella che istituiva un corpo di polizia municipale: gli agenti, armati ed in divisa, dovevano mantenere l’ordine pubblico, perseguire i colpevoli dei reati comuni e sostituire le forze partigiane ai posti di blocco.

Altri provvedimenti erano all’esame della Giunta: sulla disoccupazione, sul servizio postale, sulla manutenzione delle strade, sul problema sanitario ed altri ancora.
Non fu possibile attuarli perchè l’8 ottobre ebbe inizio il grande rastrellamento che mise fine all’esperienza della Zona Libera della Carnia e del Friuli.
Infatti, fallita l’offensiva delle forze alleate sulla Linea Gotica, i nazifascisti avevano dato inizio a massicci rastrellamenti, diretti ad eliminare le formazioni partigiane dell’Italia nord-orientale.

L’attacco cominciò nella zona del Monte Grappa, continuò con l’eliminazione delle formazioni partigiane del Consiglio e proseguì con l’offensiva contro la Zona Libera del Friuli orientale. Infine fu sferrato contro
la Zona Libera della Carnia.


- Decreti e provvedimenti del Comitato di Liberazione Nazionale Zona Libera [PDF  117 KB]