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I Caduti partigiani

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Nel corso dei violenti scontri che contrassegnarono l’offensiva tedesca caddero 300 partigiani: fra questi alcuni prestigiosi comandanti come Eugenio Cadon “Sergio” e Giannino Bosi “Battisti” rispettivamente commissario e comandante del Gruppo Brigate Garibaldi Sud; Danijl Avdeev “Daniel” comandante del Battaglione Stalin; Jole De Cillia “Paola” organizzatrice dei Gruppi di Difesa della Donna in Carnia; Giuseppe Gozzer “Franco”, capo di stato maggiore della Divisione Garibaldi “Friuli” che, catturato in una imboscata il giorno di Natale del ‘44, venne deportato in campo di concentramento in Germania e lì ucciso durante un tentativo di fuga.

Durante l’inverno, poi, caddero anche Pietro Rojatti “Gracco”, Andrea Pellizzari “Grifo”, Augusto Nassivera “Nembo”, Norma Solari. Mario Foschiani “Guerra”, commissario della Divisione Garibaldi Carnia, fu preso alla fine di febbraio: condotto alle carceri di via Spalato, a Udine, venne fucilato il 9 aprile con Mario Modotti “Tribuno”, Ennio Radina “Barba”, Antonio Morocutti “Tom” ed altri 25 giovani partigiani.