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Mons. Mario Toller

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          mons. Mario Toller  Nasce il 15 aprile 1918 ad Arcisate, in provincia di Varese, e vi trascorre la primissima infanzia, in esilio con la famiglia che ha riparato in Lombardia dopo l’infausta giornata di Caporetto, patita dal nostro esercito nel corso della prima guerra mondiale.

            La fanciullezza la vive nel paese dei suoi ritornati alla loro casa nel 1918. Qui vi avverte la “chiamata” che lo persuade, adolescente, a frequentare il seminario dove imprende e completa gli studi sacerdotali.

            Viene consacrato ministro di Dio nel luglio del 1941.  In  quello stesso anno è prescelto perché metta le sue doti al servizio dell’opera di educazione dei giovanetti che hanno risposto alla sua stessa vocazione. Questa sarà la sua missione eletta e, dopo che si è addottorato in lettere, il suo impegno primario per tutta la vita avvenire. Esordisce nell’incarico di docente presso l’Istituto preparatorio al sacerdozio di Castellerio e lo eserciterà poi nel liceo di Udine, dove insegnerà fino a pochi mesi dal decesso.

            Pur severamente  occupato nella delicata mansione di insegnante, compito che svolge con comprovata valentia e sollecitudine, assume l’incombenza di coadiutore di titolari della cura d’anime in parrocchie cittadine; assiste religiose e dirigenti impegnate nella guida e nel governo di associazioni cattoliche di Udine; si presta ad esplicare dal pulpito, ovunque è chiamato a farlo, le pagine del Vangelo che propone agli ascoltatori  con l’autorevolezza e la preparazione  dell’oratore originale e passionale, ma documentato ed ortodosso.

            Nel 1961 edita il suo primo libro in cui ritrae, con linguaggio ben accessibile, ogni conoscenza rilevata sul campo, e con l’affidabilità degli studi adeguati alla materia che tratta e, infine, con l’amore di figlio della contrada che ritrae,il mondo degli “Uomini e cose d’Ampezzo” (Quest’è il titolo che dà all’opera prima).  Affida a quelle pagine il risultato di ricerche appassionate  e lunghe, vi tratta l’aspetto storico, morale e umano della religione e di quello civile della sua Terra, dal 762 d.Cristo, prima data in cui si afferma la sicura esistenza di un abitato nella zona, fino alla contemporaneità.

            In seguito a questa prima documentazione scrive delle vicende, di importanza confessionale e laica, di taluni centri dell’Alto Tagliamento, di Socchieve e Sauris, di Enemonzo e Preone e di alcune località della Provincia. Si appassiona del folklore della nostra contrada e stampa numerosi opuscoli che percorrono le tradizioni nostre più significative. Nei suoi studi s’imbatte in fatti, vicissitudini, scadenze della vita di personaggi che hanno animato l’esistenza locale; in notizie di casi che hanno riguardato in vario modo la Regione, e documenta, allora, gli eventi, le vicende, i fatti che lo colpiscono e che hanno avuto rinomanza qui o altrove, in opuscoli numerosi, o nelle pagine di riviste friulane come “Ce fastu?”.

            Tutto quello che è stato detto fin qui può fare facilmente pensare a una vita ricca di lavoro, di interessi non peregrini e di conseguimenti anche gratificanti. E di certo in parte è anche così.  Ma va tenuto presente che tutto il rigoglio di opere e la grande attività nel Nostro son nati e fioriti non di rado tra mezzo a contrarietà e sofferenze, tra ansie che passavano anche i segno, di un vivere solitario e sofferto, sospeso, incerto del futuro,nell’aspettazione di essere chiamato a dover pagare quel tributo che Egli ha pagato al male atavico che lo ha spento in un’età di solito ancora vigorosa e feconda. E’ deceduto infatti nella fredda mattina del 15 dicembre 1981 in un’età in cui sono familiari spesso agli uomini sogni e progetti ancora.

 Elio Toller