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Mons. Luigi Petris

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Mons. Petris era nato nel 1939. Entrato in giovane età in seminario arcivescovile di Udine, vi compì gli studi classici, quindi i corsi di filosofia e di teologia che lo portarono al sacerdozio, ricevuto a 25 anni nel 1963. Dopo appena tre anni di ministero parrocchiale svolto nella sua diocesi parte o meglio è inviato dal suo Vescovo fra gli italiani che a grandi ondate in quegli anni emigravano verso la Germania. Come prima destinazione gli viene assegnata la direzione della Missione Cattolica Italiana di Saarbrucken e, come direttore, si dedica in primo luogo a tutti i servizi pastorali che un buon parroco in Italia svolge verso i suoi fedeli. Un carico notevole si aggiunge per i servizi socio-assistenziali, dato che l’emergenza emigrazione provoca una quantità di bisogni e di richieste cui il giovane missionario cerca di rispondere anche a titolo di supplenza, date le inadempienze o i ritardi in questo campo delle Istituzioni pubbliche, consolati compresi. Esempio tipico di questo prezioso servizio sociale è la rete di doposcuola, di cui in quindi ci anni hanno usufruito 1300 ragazzi italiani della Saar.

Per quindici anni appunto don Luigi ha lavorato in quella missione, fino a quando nel 1981 la conferenza Episcopale Tedesca, su indicazione di quella italiana, l’ha nominato Delegato nazionale di tutti i 130 sacerdoti italiani che allora erano impegnati in 90 Missioni Cattoliche al servizio degli oltre 500.000 emigrati italiani. La Delegazione, che ha sede in Francoforte, non è una diocesi né il delegato un vescovo, ma l’area di azione affidata a don Luigi aveva le dimensioni, la popolazione e il cumulo di impegni d’una diocesi di non modeste dimensioni. A Francoforte assume la presidenza anche del locale EPI (Ente pro Italis) che è anche editrice del “Corriere d’Italia” che a tutt’oggi è il  settimanale dei nostri connazionali in Germania. Rimane in questo incarico per dieci anni, stimato e benvoluto da parte italiana e tedesca.

Un ulteriore passo avanti nel servizio alla Chiesa italiana e alle migrazioni dovrà fare nel 1991 quando è chiamato a Roma quale Direttore Nazionale per la pastorale degli emigrati italiani nella Fondazione Migrantes: il suo raggio di azione si allarga oltre la Germania, oltre l’Europa, in ogni continente dove è ancora viva la presenza Italiana, calcolata oltre i quattro milioni. Il suo dinamismo apostolico ha qui libero sfogo e in cinque anni di servizio visita, stimola, sostiene centinaia di missionari italiani impegnati nei più svariati campi di azione.
Lo attende però nel 1996 un ultimo passo, perché la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana lo designa a succedere a Mons. Lino B. Belotti, che eletto a Vescovo ausiliare di Bergamo. Don Luigi ha ora davanti a sé o, piuttosto, si trova tuffato dentro a tutte le forme di mobilità umana seguite dalla Migrantes: rom e sinti, circensi e fieranti, gente del mare e gente dell’aria, emigrati italiani ed immigrati in Italia.

Non si tratta di un titolo formale né di una onorificenza, ma di una grossa responsabilità, che egli affronta con decisione e lo porta senza sosta fuori Roma in tutte le direzioni; non c’è un convegno o celebrazione di un qualcuno di questi settori che non lo veda partecipe.
E non c’è settore della vita ecclesiale od anche civile che riguardi in qualche modo le migrazioni che non diventi per lui un impegno perché la Migrantes si faccia presente. Si può ritenere emblematica la sua assidua attenzione, si direbbe la passione, perché il bimestrale “Servizio Migranti” esca con puntualità e ricchezza di contenuti, così da rendersi voce autorevole della Migrantes anche di fronte al grande pubblico. Svolge con dedizione e competenza singolari questo suo compito, così che allo scadere del quinquennio non ha fatto meraviglia a nessuno che sia stato riconfermato nell’incarico.

Mons. Luigino Petris si spegne il 21 dicembre 2005, dopo lunga sofferenza.