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Angelo Unfer

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ANGELO UNFER

unfer.jpgAngelo Unfer nasce a Paluzza il 9 ottobre 1925. Segue i corsi professionali sotto la guida del patrigno, Giovanni Zanier, fondatore della Scuola Professionale di Arti e Mestieri dell’Alto But a Paluzza. Finita l’ultima guerra mondiale Unfer, ripresosi dopo le vicende belliche che lo avevano visto internato in un campo di concentramento, trova lavoro come assistente edile a Bologna. Nel frattempo, vista la tragica situazione occupazionale dell’immediato dopoguerra, il Comune di Ampezzo, interessato ad istituire una Scuola Professionale del tipo di quella attiva a Paluzza, contatta Giovanni Zanier per la scelta del direttore. Fu così che venne fatto il nome di Angelo Unfer, il quale dalla romagna entrò a far parte della comunità ampezzana.

In un vecchio albergo (albergo Susanna) passato di proprietà del comune, di fronte all’attuale hotel Colmajer, si ricavarono le prime due aule e il 23 novembre 1946 dodici allievi partecipano alla prima lezione. Angelo Unfer aveva idee chiare per il futuro della scuola. Le due aule esistenti erano del tutto insufficienti, si rendevano necessari i laboratori per le esercitazioni pratiche; si dovevano ricavare anche locali per gli uffici e i servizi. Già nel 1948, grazie al lavoro degli stessi studenti, veniva inaugurato il definitivo edificio principale della scuola, per poter accogliere ragazzi di tutta la vallata. In pochi anni gli allievi erano diventati più di duecento.

La Scuola Arti e Mestieri viene lentamente a raggiungere una notorietà a livello regionale, comprovata da diversi riconoscimenti. Nel 1955 diventa la prima sede coordinata della provincia dell’Istituto Professionale di Stato.

Angelo Unfer è stato il brillante autore e ispiratore di quest’impresa, direttore dell’istituto per vent’anni; non ha limitato la propria attività alla sola componente scolastica, bensì ha saputo offrire ai “suoi” ragazzi anche occasioni di svago e di sport, gite d’istruzione, l’annuale visita alla fiera di Milano, gli scambi conoscitivi con la vicina Austria, i campionati studenteschi di sci; inoltre si deve ricordare il suo impegno nel Consorzio dell’Artigianato Carnico, in attività turistiche, culturali e folkloristiche. Unfer è conquistato da tutto quello che interessa la sua terra, la Carnia.

In un tragico incidente stradale, la sera del 9 dicembre 1970, Angelo Unfer perde la vita in ancora giovane età, e la sua opera viene portata avanti dai suoi collaboratori. Negli anni successivi, la sede Ipsia di Ampezzo vide contrarsi sempre più il numero degli allievi, finchè nel 1987 viene chiusa.

La figura di Angelo Unfer, ampezzano d’adozione, rimane oggi come simbolo di un’operosità e un’intraprendenza che ha lasciato il segno nella vita degli allievi e di tutta la popolazione, che ha saputo trasmettere in quarant’anni di esistenza mestieri e arti dei quali oggi si comincia a sentire la mancanza. A lui è intitolato il palazzo che ospita la pinacoteca Museo Davanzo e il Museo Geologico della Carnia.